Nell’ultimo articolo del blog, ho parlato delle due dimensioni della cura di sé: la dimensione corporea e la dimensione dell’anima. Secondo Socrate, prendersi cura di sé voleva dire prendersi cura della propria anima, ossia conoscere sé stessi.
Per un viaggio introspettivo ci sono più possibilità. L’approccio filosofico aiuta sicuramente nell’indagine. Come recita Lezioni di Meraviglia, “il filosofo è un navigatore […] e navigare implica sempre la disposizione ad abbandonare la terraferma. Se vuoi scoprire nuove terre e decidi di imbarcarti, a un certo punto accadrà questo: sarai sul mare e saprei di avere alle spalle la tua terra, ancora a portata di sguardo e davanti a te qualcosa di nuovo e pericoloso.” Quello che accade nella realtà è che non tutti hanno l’istinto del navigante, pochi sono quelli che si sentono avventurieri e vogliono diventare capitani della nave. Il più delle volte preferiscono la terraferma. Solo una mano tesa dall’imbarcazione che promette di sostenerti quando lo sciabordio delle onde diventa spaventoso, uno sguardo che aiuta a vedere in mezzo alla nebbia e una bussola per mantenere la rotta possono aiutare a saltare dal molo e iniziare il viaggio.
Quella mano, quegli occhi e quella bussola possono essere quelli del coach che diventa lo specchio attraverso il quale il coachee può vedere cosa si nasconde dietro i suoi pensieri incagliati, le emozioni arenate e le azioni che riportano continuamente al punto di partenza.
Il coach, quanto meno la figura professionale a cui faccio riferimento io, non è un motivatore alla Tony Robbins (e lo dico senza giudizion alcuno), non è l’incitatore di folle applaudenti e saltellanti che ti urla “yes, you can!”. Come definisce ICF, il coaching è una partnership tra il coach e il partner (chiamato anche cochee, ossia il cliente) che avviene all'interno di un processo creativo e stimolante.
Scopri se sei pronta ad iniziare un percorso di coaching facendo il test che trovi qui.
Il coach ascolta, indaga e restituisce
Il coach indaga comportamenti e pensieri attraverso quelle domande che il partner (o coachee) non è in grado di porsi in autonomia quando è bloccato nella propria storia; quando il viaggio che sta compiendo ha un arresto forzato, quando la strada è troppo annebbiata per andare avanti.
Uno dei tutor del master di II livello che ho seguito ci diceva sempre: quando una persona porta un tema sul “fare”, indagate l’”essere”.
Come riporta Marcia Reynolds nel suo libro “Coach the person”, le competenze del coaching forniscono la struttura per favorire la scoperta di sé.
È sempre così? Ovviamente no. C’è coach e coach, come in tutte le professioni. C’è il ciarlatano che si spaccia per coach dopo aver frequentato un corso di 4 ore o quello che, dopo aver anche frequentato un corso rispettabilissimo, non ha capito come si esercita la professione, non si è mai più aggiornato, non conosce le competenze base del coaching… Come in tutte le professioni. Non ti è mai capitato di andare da un professionista del quale poi hai avuto dubbi sulla reale competenza? A me diverse volte!
Come scegliere un coach
La prima cosa che ti consiglio è di verificare che abbia frequentato una scuola riconosciuta dall’International Coach Federation (ICF), la principale (per età e dimensione) organizzazione internazionale di riferimento che garantisce gli standard di qualità delle scuole e dei coach. Meglio ancora se il coach è accreditato (ACC, PCC o MCC): vuol dire che ha già praticato un certo numero di ore, sostenuto un ulteriore esame presso ICF (oltre a quello che ha sostenuto presso la scuola), aderisce al Codice Etico e investe nella formazione continua e nella supervisione (requisiti necessari per conservare l’accreditamento).
Last but not least, il coach ti deve piacere, deve esserci quell’alchimia che ti faccia sentire a tuo agio e disposta a fidarti. Se vuoi lasciarti condurre in un viaggio di esplorazione, devi volerti fidare di chi sta al comando.
Ascoltare le testimonianze di chi ha seguito un percorso e vedere come il coaching può cambiarti penso sia una dei modi migliori per farti capire la bellezza di questo strumento. Qui ti lascio alcune testimonianze riportati sul sito ICF Global mentre qui puoi leggere quelle dei miei clienti.
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