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Procrastinare: stare sulla tavola da surf senza mai alzarsi per cavalcare l’onda - Parte I

Laura Citterio
Executive coach

Chi mi conosce lo sa: sono una pianificatrice seriale. Una di quelle persone che mette nero su bianco persino la lista di cose da fare per il pranzo di Natale riempiendo una pagina intera fitta fitta, con un mese di anticipo e dettagliando la lista fino al minuto prima che arrivino gli ospiti.

È sempre stato un mio chiodo fisso. Già dai tempi dell’università la prima cosa che facevo per prepararmi agli esami era il conto di quante pagine al giorno avrei dovuto studiare calcolando il tempo a disposizione, lasciando una settimana per il ripasso e qualche giorno libero per gli imprevisti e immancabilmente finivo qualche giorno prima del previsto.

Praticamente da neuro, lo so! Per me la pianificazione è meglio delle benzodiazopine.

Accade, tuttavia, questo meccanismo all’apparenza perfetto si inceppa, si incaglia e non c’è modo di uscirne. Di solito l’inghippo parte proprio alla radice. E compare sotto il nome di Procrastinazione

Qualcuno la definisce così:

La procrastinazione è l’atto di prioritizzare attività meno urgenti e più piacevoli rispetto a quelle più importanti.

In parole povere: quando continui a stare lì sulla tavola da surf a remare di braccia, senza mai alzarti in piedi per godere dell’onda. E indovina un po’? …Intanto l’onda diventa sempre più grande e spaventosa!

Il procrastinatore si muove tra i quadranti della matrice di Eisenhower come la carta vincente nel gioco delle tre carte: non è mai dove dovrebbe essere.

Se nella mente del decisore razionale la matrice si presenta così:

In quella del procrastinatore seriale le priorità sono assegnate assecondando la gratificazione istantanea e rimandando tutto quello che potrebbe creare una qualsiasi forma di disagio:

Il sintomo non il problema

Se la procrastinazione fosse il problema, le cose sarebbero semplici: pianifichi le attività e vai a goderti l’onda.

Peccato che sia solo la punta dell’iceberg, perché sotto ci sono una serie piuttosto notevole di squali grandi e piccoli che ti sfilano attorno e ti impediscono di agire.

La procrastinazione rappresenta il tranquillante, quella medicina che ti tiene il più possibile lontana dal vero problema. E più questo è grosso e più tendi a dilatare i tempi, ma come spesso accade, più aspetti più l’onda diventa sempre più grande e più paurosa.

Bacone dice che la conoscenza è potere. Conoscere e ri-conoscere i meccanismi che mandano in panne il motore e non ci fanno avanzare, sono il primo passo per avere buone probabilità di cavarci dall’inghippo. 

Le cause scatenanti

Il metodo migliore per dare un nome ad ognuno dei meccanismi che ci fanno scattare in modalità “magari lo faccio dopo, oppure domani o magari anche mai più” è porsi delle domande. 

Quali sono le scuse che mi racconto quando sto procrastinando? 

Te ne elenco qualcuna, ma se vuoi puoi aggiungere la tua lista personale:

  • Non ne so abbastanza
  • Non ho soldi
  • Non ho tempo
  • Non ho esperienza
  • Non sono pronta
  • Non voglio sottopormi al giudizio degli altri
  • Non so cosa fare se va male
  • Non è abbastanza buono/bello quello che sto facendo
  • Non mi piace
  • Non sta andando come vorrei
  • Non mi interessa

Al netto del fatto che “non” sembra essere denominatore comune, la verità è che queste scuse si possono raggruppare in quattro grandi famiglie.

  1. Emozioni
  2. Azioni
  3. Abitudini
  4. Mancanza 

In questo articolo ti racconterò solo delle emozioni, di come si possono mettere di mezzo a rovinare la festa. Rimando le altre tre categorie agli articoli che pubblicherò prossimamente, così che tu possa digerirli piano piano, ma soprattutto non annoiarti a leggere un papello senza fine!

Prima di andare avanti, se vuoi iniziare a dare un'occhiata al tuo rapporto con la procrastinazione, puoi scaricare Boarding Pass #5, un piccolo workbook che ti aiuterà a capire quale o quali squali stanno infestando le tue acque e cosa puoi fare per tenerli a bada.

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Le emozioni dietro la procrastinazione

Se ripenso alle situazioni in cui ho procrastinato, quello di cui mi accorgo è che mi ricordano sempre una sensazione di malessere. Non qualcosa di evidente, più un fastidioso strisciare di sottofondo all’altezza dello stomaco. Lo strisciare delle mie paure. Per me è proprio una sensazione fisica. 

Tra le emozioni che scatenano la procrastinazione la paura la fa da padrona:

paura di fallire, paura del rischio e dell’incerto, paura del conflitto, paura di riuscirci… Hai letto bene! Anche la paura di riuscire nell’impresa ci fa tentennare. Ma di questo te ne parlerò un’altra volta.

Il disgusto è un altro fantasma con cui fare i conti può essere difficile. Spesso ci ritroviamo con le spalle al muro, nell’angolo di una via buia e puzzolente quando vorremmo essere proprio da tutt’altra parte. Il motivo è semplice: non abbiamo saputo dire di no. Non abbiamo avuto il coraggio di sottarci a quell’impegno funesto, a quell’incarico scomodo, a quella mansione che proprio non ci andava. Scommetto che sai bene di cosa parlo…

Madame la frustrazione si manifesta, invece, quando ciò che facciamo non incontra le nostre aspettative. Se da un lato potrebbe spronarci a dare il nostro massimo; quando prende il sopravvento può portarci a dire a priori che il risultato sarà orribile, prima ancora di averci provato. Ed è così che la signora si pianta con il suo pesante fardello nella nostra testa e manda in tilt qualunque pensiero.

Ci sarebbero altre millemila emozioni che si attorcigliano e aggrovigliano nella nostra testa e tessono una fitta rete che ci impedisce di guardare con lucidità, ma mi limito a dirtene solo un’altra.

Se ti dico rabbia? La rabbia che monta quando non possiamo controllare la situazione, quando le cose ci sfuggono di mano, perché guarda un po’, viviamo in un sistema e non siamo eremiti alienati da tutto e da tutti. E allora capita che, in questo sistema complesso che si chiama vita, a volta qualcosa non vada esattamente come avevamo pensato. La rabbia monta come nuvole di panna, sulle quali è difficile costruire alcunché senza che ceda sotto il nostro stesso peso. Così meglio lasciar perdere che provare ad accettare ciò che arriva o a vedere un’opportunità in una difficoltà.

Domande al check in

  • Di fronte a quale emozione tendi alla fuga?
  • Qual è il campanello di allarme a cui fare attenzione prima che quell'emozione ti blocchi completamente?
  • Chi o cosa ti potrebbero aiutare a gestirla?

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Executive Coach a Milano

Sono una Executive e Team Coach con un forte background in Economia e dinamiche d'impresa.

Mi occupo di Percorsi di Business Coaching Individuali per donne e imprenditrici che vogliono acquisire consapevolezza e di Business Coaching per Aziende che vogliono portare benessere e leadership etica nei luoghi di lavoro.

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  • Luisa B.

    Head of Dei Emeai – Oberrieden (CH)
    Essendo anche io una coach, conosco il valore del coaching e delle immense possibilità di esplorazione di noi stessi che ci offre. È pero' importante essere affiancat* da un* professionista competente che sia in grado di creare una atmosfera sicura in cui si può'
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    Laura e' una coach attenta e super in gamba. Con lei ho intrapreso il percorso Semente. Partendo dal mio NAP - Neuro Agility Profile- ho esplorato delle aree di me che ancora non avevo avuto il coraggio di affrontare o che per qualche motivo davo per scontate. Ho
    aumentato la consapevolezza di me stessa soprattutto nei momenti di pressione e ho identificato alternative che mi permettessero di superare quei momenti, proprio come quando nuotiamo e dobbiamo superare un’onda un po' più' grossa delle altre.

    La cosa per me più gratificante e che ne vedo i benefici sia nell'ambito professionale, dove mi trovo ad affrontare alcune situazioni in maniera più' consapevole, ma soprattutto in
    ambito personale dove ho capito che alcune reazioni o dinamiche erano legate ad aree apparentemente non connesse.

    Laura ha uno stile attento e garbato.
    Riesce a strappare un sorriso (e talvolta una lacrima) in ogni sessione ma sempre con una grandissima attenzione alla persona e al suo stato nel momento del coaching.
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  • M.R.

    Brand Marketing Manager
    Ho iniziato un percorso di coaching con Laura perché pensavo ad un cambio di vita dovuto alla mia inquietudine professionale e non solo.

    Grazie a lei ho compreso da dove arrivavano le inquietudini e la necessità di lavorarci su un livello più profondo. Comprendermi di più mi ha permesso di migliorare la mia autostima. Mi è molto piaciuto l’approccio intimo ma anche concreto.
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  • Francesca

    Farmacista | Catania
    Grazie a Laura sono riuscita a scavare di più in me stessa e a capire e modificare ciò che non mi permetteva di essere me stessa al 100%.

    Laura mi ha permesso di comprendere, passo dopo passo, facendomi ragionare e accompagnandomi nei miei ragionamenti e nelle mie percezioni ciò che mi portava disagio e che mi faceva “nascondere” perché non riuscivo ad affrontare la situazione di petto la disponibilità, il sorriso, la sua dolcezza e il suo modo di dire le cose con fermezza ma anche con leggerezza e soprattutto con il sorriso.

    Sempre lì pronta a comprendere e a indirizzarti nella strada giusta! Assolutamente un ottimo coach.

    Ho conosciuto Laura durante un periodo difficile un po’ per tutti. Per me, la quarantena dovuta al Covid, è stato un periodo non solo difficile ma anche molto impegnativo e stancante non solo dal punto di vista fisico e lavorativo ma soprattutto dal punto di vista emotivo. Durante la giornata tipo si susseguivano emozioni completamente differenti tra
    loro... paura, ansia, tenerezza e lucidità mentale continuavano a “ballare” dentro di me nella speranza di fare sempre la scelta giusta e il più rispettosa possibile sia nei miei confronti sia verso la comunità. Ci voleva polso, fermezza ma anche tanta tenerezza, immedesimazione e concretezza nei confronti di quei clienti/pazienti che si sono rivolti a me e che da una parte desideravano sostegno e aiuto ma dall’altro si sentivano quasi non
    compresi nel momento in cui cercavamo di fargli rispettare le regole.

    In tutto questo periodo così faticoso, Laura è stata un’ottima coach che con pazienza, dedizione, disponibilità e tanti sorrisi mi è stata accanto sopportandomi e supportandomi giorno dopo giorno.
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