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Convivere con la sindrome dell'impostore

Laura Citterio
Executive coach

Hai presente quella sensazione per cui ti sembra di non essere mai abbastanza preparata? Per quanto tu abbia letto, studiato, approfondito non ti senti all'altezza della situazione, non ti senti abbastanza brava o non tanto brava quanto la Tal-dei-Tali... e più ti prepari meno ti senti pronta?

Quella sensazione prende il nome di Sindrome dell'Impostore e, se mal comune mezzo gaudio, sappi di essere in buona compagnia! Oltre il 70% delle persone l'ha provata almeno una volta nella vita e le donne ne sono maggiormente colpite (che fortuna, vero??) Per citarti qualche nome tra i più famosi: Emma Watson, Michelle Obama, Maya Angelou e Sonia Sotomayour. Direi un parterre di tutto rispetto!  Non a caso la prima a parlare di questa sindrome è stata proprio una donna, Pauline Clance, che nel 1978 ha identificato il fenomeno in un gruppo di donne di successo che non si sentivano meritevoli dei ruoli di prestigio che ricoprivano.

Le forme della maschera

All'impostore piace giocare con le maschere. Si burla di noi e ci trasforma in Pulcinella, dalla fame immensa e perpetua. Fame di sapere che nessun nuovo saggio letto o nessun nuovo corso frequentato riesce a spegnere. Una fame così immensa che a volta porta a pensare che non basterà una vita intera per sentirci mai preparate a sufficienza. E allora il Pulicinella che c'è in noi si crogiola nel suo studio con la testa nei libri, bulimico di parole e pensieri e nozioni, disposto a tutto pur di rubare nuovo sapere, puntellare una conoscenza in più... 

Oppure ci sentiamo come Alice nel paese delle meraviglie, quando beve dalla bottiglia e diventa piccola piccola e non può prendere la chiave con cui dovrebbe aprire la porta davanti a sé. Quando non ci sentiamo all'altezza, mai abbastanza pronte tendiamo a procrastinare, spesso con forme di auto-sabotaggio. Difficile staccare i piedi dai blocchi di partenza: aspetta che mi sistemo meglio i calzini, forse la maglia che indosso non è appropriata, sposto il piede destro un po' più avanti, il sinistro un po' più a destra. Non c'è limite al perfezionismo al quale aspirare, senza riuscire a concretizzare alcun passo per timore che qualcuno scopra anche solo una piccola falla nel nostro sistema di conoscenze,  preparazione e impegno. Sotto il giogo eterno del giudizio altrui, rifuggiamo dal tentativo di provarci finché non avremo la certezza di riuscirci al 100%. Magari meglio al 110%. 

Altre volte la sindrome dell'impostore ci tiene schiacciate dal senso di colpa. Ci fa sentire in difetto per quella promozione ottenuta, per quel concorso vinto o un traguardo ottenuto. Come se avessimo rubato il posto a qualcuno. Come se fosse una colpa aver lavorato sodo e aver raggiunto il traguardo. Incapaci di accettare un complimento sincero, di sentirci meritevoli di quanto ottenuto, facendoci farneticare sul ruolo fondamentale che la fortuna ha giocato nel raggiungimento del nostro traguardo. Mica vorrai dire che sei stata brava e ti sei impegnata? Non sia mai che si tratti solo della naturale conseguenza di anni di impegno e sforzi ripagati con il dovuto trofeo.

Smaschera l'impostore

Se ti è venuto qualche dubbio e hai iniziato ad accorgerti che forse anche tu hai incontrato la sindrome dell'impostore nel tuo cammino puoi fare il test che ha sviluppato la Lance. Oppure puoi fare un check veloce alla grafica che trovi qui sotto.

come convivere con la sindrome dell'impostore

La buona notizia

C'è anche una buona notizia? Yessss!  Se hai la Sindrome dell'Impostore è molto probabilmente che tu sia in realtà davvero competente. Sembra assurdo eppure è proprio così!
"So di non sapere" è la prima consapevolezza che nasce proprio dalla conoscenza e che ci spinge al miglioramento continuo. All'esatto opposto ci sono le persone che tendono a sovrastimare le proprie conoscenza, quando queste sono davvero molto limitate (qui entra in gioco l'effetto Dunning-Kruger, ma questo è un'altra storia...).

Ti starai chiedendo, quindi, cosa puoi fare con questo Impostore che non ne vuole sapere di andare ad importunare altri lasciando in pace te!
Innanzitutto sappi che è più facile imparare a conviverci che liberarsene.
Ma veniamo a noi, cosa puoi fare nel concreto?

Convivere con la sindrome dell'impostore - tip#1

Impara ad accettare i riconoscimenti
Se ti fanno un complimento accoglilo, sorridi, ringrazia e basta! Se te lo fanno è perché te lo meriti. Niente se, niente ma. Questo include anche il non sminuire i tuoi successi: se ce l'hai fatta è perché sei brava e ti sei impegnata! <<...ma era facile>> non esiste più; <<..ho avuto fortuna>> bandito dal tuo vocabolario!!

Convivere con la sindrome dell'impostore - tip#2

Fai una lista dei tuoi successi
Prendi carta e penna: niente pc, niente memoria-di-ferro-che-dopo-3-giorni-tanto-non-te-ne-ricordereseti; proprio carta e penna perché il gesto della scrittura a mano ancora nella memoria quello che hai pensato. Ora dividi il foglio in due ed elenca in una colonna tutti i successi che hai raggiunto e nell'altra tutte le qualità e i punti di forza che ti hanno sostenuta. Se all'inizio non ti viene in mente nulla, non ti scoraggiare. Inizia chiedendo a qualcuno che ti conosce bene, al tuo mentore o fatti aiutare da un coach a scavare dentro di te per tirare fuori tutte le tue potenzialità. E quando sarai in una fase "down" potrai sempre andare a riprendere la tua lista per darti una pacca sulla spalla virtuale!

Convivere con la sindrome dell'impostore - tip#3

Parlane con qualcuno
Che sia un amico fidato che ti può capire, un mentore che ti può ispirare o un coach che ti può aiutare a conviverci facendone una tua alleata, l'importante è non tenerti tutto dentro. Cerca una persona che ti possa capire, accogliere per come sei e con cui condividere liberamente e senza giudizio i tuoi pensieri.

Convivere con la sindrome dell'impostore - tip#4

Dalle il benvenuto!
Come ho scritto prima, è molto più facile imparare a conviverci che superarla pienamente. Se smettiamo di combatterla (ché tanto giochiamo ad armi impari) possiamo imparare ad accoglierla per ciò che è, considerandola come una compagna di vita. Poco proficuo sprecare energie per un nemico furbo e insidioso dall'aspetto mutevole e ingannevole. 

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Ciao, sono Laura

Executive Coach a Milano

Sono una Executive e Team Coach con un forte background in Economia e dinamiche d'impresa.

Mi occupo di Percorsi di Business Coaching Individuali per donne e imprenditrici che vogliono acquisire consapevolezza e di Business Coaching per Aziende che vogliono portare benessere e leadership etica nei luoghi di lavoro.

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  • Luisa B.

    Head of Dei Emeai – Oberrieden (CH)
    Essendo anche io una coach, conosco il valore del coaching e delle immense possibilità di esplorazione di noi stessi che ci offre. È pero' importante essere affiancat* da un* professionista competente che sia in grado di creare una atmosfera sicura in cui si può'
    esplorare insieme ma anche avere una guida per raggiungere gli obiettivi preposti.

    Laura e' una coach attenta e super in gamba. Con lei ho intrapreso il percorso Semente. Partendo dal mio NAP - Neuro Agility Profile- ho esplorato delle aree di me che ancora non avevo avuto il coraggio di affrontare o che per qualche motivo davo per scontate. Ho
    aumentato la consapevolezza di me stessa soprattutto nei momenti di pressione e ho identificato alternative che mi permettessero di superare quei momenti, proprio come quando nuotiamo e dobbiamo superare un’onda un po' più' grossa delle altre.

    La cosa per me più gratificante e che ne vedo i benefici sia nell'ambito professionale, dove mi trovo ad affrontare alcune situazioni in maniera più' consapevole, ma soprattutto in
    ambito personale dove ho capito che alcune reazioni o dinamiche erano legate ad aree apparentemente non connesse.

    Laura ha uno stile attento e garbato.
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  • M.R.

    Brand Marketing Manager
    Ho iniziato un percorso di coaching con Laura perché pensavo ad un cambio di vita dovuto alla mia inquietudine professionale e non solo.

    Grazie a lei ho compreso da dove arrivavano le inquietudini e la necessità di lavorarci su un livello più profondo. Comprendermi di più mi ha permesso di migliorare la mia autostima. Mi è molto piaciuto l’approccio intimo ma anche concreto.
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  • Francesca

    Farmacista | Catania
    Grazie a Laura sono riuscita a scavare di più in me stessa e a capire e modificare ciò che non mi permetteva di essere me stessa al 100%.

    Laura mi ha permesso di comprendere, passo dopo passo, facendomi ragionare e accompagnandomi nei miei ragionamenti e nelle mie percezioni ciò che mi portava disagio e che mi faceva “nascondere” perché non riuscivo ad affrontare la situazione di petto la disponibilità, il sorriso, la sua dolcezza e il suo modo di dire le cose con fermezza ma anche con leggerezza e soprattutto con il sorriso.

    Sempre lì pronta a comprendere e a indirizzarti nella strada giusta! Assolutamente un ottimo coach.

    Ho conosciuto Laura durante un periodo difficile un po’ per tutti. Per me, la quarantena dovuta al Covid, è stato un periodo non solo difficile ma anche molto impegnativo e stancante non solo dal punto di vista fisico e lavorativo ma soprattutto dal punto di vista emotivo. Durante la giornata tipo si susseguivano emozioni completamente differenti tra
    loro... paura, ansia, tenerezza e lucidità mentale continuavano a “ballare” dentro di me nella speranza di fare sempre la scelta giusta e il più rispettosa possibile sia nei miei confronti sia verso la comunità. Ci voleva polso, fermezza ma anche tanta tenerezza, immedesimazione e concretezza nei confronti di quei clienti/pazienti che si sono rivolti a me e che da una parte desideravano sostegno e aiuto ma dall’altro si sentivano quasi non
    compresi nel momento in cui cercavamo di fargli rispettare le regole.

    In tutto questo periodo così faticoso, Laura è stata un’ottima coach che con pazienza, dedizione, disponibilità e tanti sorrisi mi è stata accanto sopportandomi e supportandomi giorno dopo giorno.
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