Hanno mai detto a un uomo sul lavoro che se lo aspettavano più paterno?
Probabilmente no. (Ma sono sempre pronta ad essere smentita).
Ma a molte donne sì.
“Mi aspettavo fossi più materna” è un refrain che diverse mie clienti mi hanno raccontato di aver ricevuto come feedback da persone del loro team (di solito da uomini).
E così, anche nel 2025, il lavoro continua a essere attraversato da stereotipi di genere che condizionano le aspettative, i giudizi e le opportunità.
Bias di genere e leadership: due pesi, due misure
Quando un uomo assume un atteggiamento deciso, assertivo, viene spesso percepito come un leader naturale.
Quando una donna mostra la stessa assertività, il rischio è che venga giudicata fredda, aggressiva, poco empatica.
Questo è il doppio standard: la stessa qualità viene valorizzata o penalizzata a seconda di chi la esprime.
Un uomo è “forte”, una donna è “troppo ambiziosa”. Un uomo è “determinato”, una donna è “dura”.
Eppure, le competenze che rendono una persona un buon leader – come la capacità di decidere, comunicare in modo efficace, restare centrata nelle difficoltà – non hanno genere.
Parliamo di professionalità, equanimità, visione e responsabilità.
Cosa possiamo fare, nel concreto, per cambiare lo status quo?
Il cambiamento culturale non avviene dall’oggi al domani, ma inizia anche da gesti piccoli, ripetuti e consapevoli.
5 azioni concrete che ciascuno di noi, uomo o donna che sia, potrebbe mettere in pratica per promuovere equità e rispetto sul lavoro:
- Riconosci i bias inconsci
Chiediti: “Giudicherei questa persona allo stesso modo se fosse di un altro genere?”. Questo semplice esercizio di consapevolezza è il primo passo per cambiare prospettiva.
- Focalizzati sui comportamenti, non sulla personalità
Quando dai un feedback, concentrati su ciò che è osservabile. “Hai interrotto spesso il team” è diverso da “Sei autoritaria”. (questo principio vale al di là del genere a cui ti stai rivolgendo)
- Diventa uno sponsor, non solo un alleato/a
Se hai un ruolo di responsabilità, usa la tua voce per valorizzare colleghi e colleghe meno visibili. Fare nomi, aprire spazi, supportare nei momenti chiave: questo fa la differenza.
- Metti in discussione le frasi fatte
Espressioni come “è troppo emotiva” o “non è abbastanza autorevole” vanno esplorate. Chiedi: “Cosa intendi esattamente? Hai esempi concreti?”. Spesso sono solo stereotipi travestiti da opinioni.
- Sii un modello nuovo di leadership
Mostra che si può essere leader senza rinunciare a parti di sé che non rientrano nei cliché. Un uomo empatico non è debole. Una donna determinata non è “poco materna”..
La leadership non ha genere.
Quello che dovrebbe contare in un contesto professionale è la capacità di contribuire con competenza, equilibrio e responsabilità.
Continuare a usare il filtro degli stereotipi ci fa perdere valore, umanità e opportunità.
Il cambiamento parte anche da conversazioni come questa.