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"Mi aspettavo fossi più materna": il doppio standard sul lavoro

Laura Citterio
Executive coach

Hanno mai detto a un uomo sul lavoro che se lo aspettavano più paterno?
Probabilmente no. (Ma sono sempre pronta ad essere smentita).

Ma a molte donne sì.
“Mi aspettavo fossi più materna” è un refrain che diverse mie clienti mi hanno raccontato di aver ricevuto come feedback da persone del loro team (di solito da uomini).

E così, anche nel 2025, il lavoro continua a essere attraversato da stereotipi di genere che condizionano le aspettative, i giudizi e le opportunità.

Bias di genere e leadership: due pesi, due misure

Quando un uomo assume un atteggiamento deciso, assertivo, viene spesso percepito come un leader naturale.
Quando una donna mostra la stessa assertività, il rischio è che venga giudicata fredda, aggressiva, poco empatica.

Questo è il doppio standard: la stessa qualità viene valorizzata o penalizzata a seconda di chi la esprime.
Un uomo è “forte”, una donna è “troppo ambiziosa”. Un uomo è “determinato”, una donna è “dura”.

Eppure, le competenze che rendono una persona un buon leader – come la capacità di decidere, comunicare in modo efficace, restare centrata nelle difficoltà – non hanno genere.
Parliamo di professionalità, equanimità, visione e responsabilità.

Cosa possiamo fare, nel concreto, per cambiare lo status quo?

Il cambiamento culturale non avviene dall’oggi al domani, ma inizia anche da gesti piccoli, ripetuti e consapevoli.
5 azioni concrete che ciascuno di noi, uomo o donna che sia, potrebbe mettere in pratica per promuovere equità e rispetto sul lavoro:

  • Riconosci i bias inconsci
    Chiediti: “Giudicherei questa persona allo stesso modo se fosse di un altro genere?”. Questo semplice esercizio di consapevolezza è il primo passo per cambiare prospettiva.
  • Focalizzati sui comportamenti, non sulla personalità
    Quando dai un feedback, concentrati su ciò che è osservabile. “Hai interrotto spesso il team” è diverso da “Sei autoritaria”. (questo principio vale al di là del genere a cui ti stai rivolgendo)
  • Diventa uno sponsor, non solo un alleato/a
    Se hai un ruolo di responsabilità, usa la tua voce per valorizzare colleghi e colleghe meno visibili. Fare nomi, aprire spazi, supportare nei momenti chiave: questo fa la differenza.
  • Metti in discussione le frasi fatte
    Espressioni come “è troppo emotiva” o “non è abbastanza autorevole” vanno esplorate. Chiedi: “Cosa intendi esattamente? Hai esempi concreti?”. Spesso sono solo stereotipi travestiti da opinioni.
  • Sii un modello nuovo di leadership
    Mostra che si può essere leader senza rinunciare a parti di sé che non rientrano nei cliché. Un uomo empatico non è debole. Una donna determinata non è “poco materna”..

La leadership non ha genere.
Quello che dovrebbe contare in un contesto professionale è la capacità di contribuire con competenza, equilibrio e responsabilità.
Continuare a usare il filtro degli stereotipi ci fa perdere valore, umanità e opportunità.

Il cambiamento parte anche da conversazioni come questa.

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Ciao, sono Laura

Executive Coach a Milano

Sono una Executive e Team Coach con un forte background in Economia e dinamiche d'impresa.

Mi occupo di Percorsi di Business Coaching Individuali per donne e imprenditrici che vogliono acquisire consapevolezza e di Business Coaching per Aziende che vogliono portare benessere e leadership etica nei luoghi di lavoro.

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Cosa dicono di me

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  • Luisa B.

    Head of Dei Emeai – Oberrieden (CH)
    Essendo anche io una coach, conosco il valore del coaching e delle immense possibilità di esplorazione di noi stessi che ci offre. È pero' importante essere affiancat* da un* professionista competente che sia in grado di creare una atmosfera sicura in cui si può'
    esplorare insieme ma anche avere una guida per raggiungere gli obiettivi preposti.

    Laura e' una coach attenta e super in gamba. Con lei ho intrapreso il percorso Semente. Partendo dal mio NAP - Neuro Agility Profile- ho esplorato delle aree di me che ancora non avevo avuto il coraggio di affrontare o che per qualche motivo davo per scontate. Ho
    aumentato la consapevolezza di me stessa soprattutto nei momenti di pressione e ho identificato alternative che mi permettessero di superare quei momenti, proprio come quando nuotiamo e dobbiamo superare un’onda un po' più' grossa delle altre.

    La cosa per me più gratificante e che ne vedo i benefici sia nell'ambito professionale, dove mi trovo ad affrontare alcune situazioni in maniera più' consapevole, ma soprattutto in
    ambito personale dove ho capito che alcune reazioni o dinamiche erano legate ad aree apparentemente non connesse.

    Laura ha uno stile attento e garbato.
    Riesce a strappare un sorriso (e talvolta una lacrima) in ogni sessione ma sempre con una grandissima attenzione alla persona e al suo stato nel momento del coaching.
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  • M.R.

    Brand Marketing Manager
    Ho iniziato un percorso di coaching con Laura perché pensavo ad un cambio di vita dovuto alla mia inquietudine professionale e non solo.

    Grazie a lei ho compreso da dove arrivavano le inquietudini e la necessità di lavorarci su un livello più profondo. Comprendermi di più mi ha permesso di migliorare la mia autostima. Mi è molto piaciuto l’approccio intimo ma anche concreto.
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  • Francesca

    Farmacista | Catania
    Grazie a Laura sono riuscita a scavare di più in me stessa e a capire e modificare ciò che non mi permetteva di essere me stessa al 100%.

    Laura mi ha permesso di comprendere, passo dopo passo, facendomi ragionare e accompagnandomi nei miei ragionamenti e nelle mie percezioni ciò che mi portava disagio e che mi faceva “nascondere” perché non riuscivo ad affrontare la situazione di petto la disponibilità, il sorriso, la sua dolcezza e il suo modo di dire le cose con fermezza ma anche con leggerezza e soprattutto con il sorriso.

    Sempre lì pronta a comprendere e a indirizzarti nella strada giusta! Assolutamente un ottimo coach.

    Ho conosciuto Laura durante un periodo difficile un po’ per tutti. Per me, la quarantena dovuta al Covid, è stato un periodo non solo difficile ma anche molto impegnativo e stancante non solo dal punto di vista fisico e lavorativo ma soprattutto dal punto di vista emotivo. Durante la giornata tipo si susseguivano emozioni completamente differenti tra
    loro... paura, ansia, tenerezza e lucidità mentale continuavano a “ballare” dentro di me nella speranza di fare sempre la scelta giusta e il più rispettosa possibile sia nei miei confronti sia verso la comunità. Ci voleva polso, fermezza ma anche tanta tenerezza, immedesimazione e concretezza nei confronti di quei clienti/pazienti che si sono rivolti a me e che da una parte desideravano sostegno e aiuto ma dall’altro si sentivano quasi non
    compresi nel momento in cui cercavamo di fargli rispettare le regole.

    In tutto questo periodo così faticoso, Laura è stata un’ottima coach che con pazienza, dedizione, disponibilità e tanti sorrisi mi è stata accanto sopportandomi e supportandomi giorno dopo giorno.
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