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Qual è il tuo T.E.?

Laura Citterio
Executive coach

Quando ero revisore dei conti (se ti sei chiesta perché spesso mi definisco la coach rigorosa, ecco qui la risposta!) una delle prime operazioni che facevamo quando si iniziava un progetto da un cliente, era calcolare il Tolerable Error (T.E.), nel più italiano degli italiani anche Errore Tollerabile.

Il T.E. è quella cifra al di sotto della quale ogni errore trovato non è significativo, non conta, insomma come se non esistesse.

Cosa centri tu con L'Errore Tollerabile? Centri eccome! Anche se non hai alcuna intenzione di diventare revisore dei conti...

Quando inizi un nuovo progetto, attività o lavoro che sia, dovresti chiederti quanto vale il tuo T.E.

Qual è la soglia al di sotto della quale puoi far finta di nulla (o quasi, insomma) e tirare dritta per la tua strada senza rimettere tutto, ma proprio tutto in discussione e sotto la lente di una revisione approfondita?

Le due dimensioni dell'Errore Tollerabile

Nell’audit (termine poco più esotico per definire la revisione di bilancio), L'Errore Tollerabile riguarda solo i numeri. Nudi e crudi. Parliamo di errore di contabilizzazione, di stima (ad es. del magazzino, o di un fondo rischi) o di applicazione di un principio contabile.

Con i numeri di bilancio il gioco è piuttosto facile. Un calcolino matematico, anche banale, che si basa su parametri economici… Ma, siccome di quel lavoro, al quale sono grata perché mi ha insegnato una metodologia di lavoro solida e strutturata, mi ha abituata a confrontarmi con persone di ogni livello, mi ha messa di fronte a difficoltà da superare usando un approccio pragmatico, ho tenuto ciò che contava… la formuletta del calcolo del T.E. non la ricordo più (ma se proprio ti interessa, fammi un fischio che scartabello nei miei file digitali e in men che non si dica!). Che, poi, credo che questa dimenticanza abbia qualcosa a che fare con il nostro amico Freud, ma questa è un'altra storia.

Ma veniamo a te! A meno che tu non sia a capo di un’attività soggetta a audit obbligatorio, Il T.E. di cui ti voglio parlare è un altro, con due dimensioni.

Una numerica, anche se con contorni diversi rispetto a quello di cui ti ho parlato finora. E una intangibile. O meglio, tangibile si, ma non rappresentabile con dei numeri.

La dimensione economica

Prima di iniziare una nuova attività, o se ne hai già una e hai voglia di fare una bella revisione, puoi chiederti qual è il tuo errore tollerabile soglia. Quella cifra sotto la quale puoi stare serena, sopra un po’ di meno.

È importante che venga fissata in un momento in cui non sei in crisi, non sei stanca e non sei di umore nero, altrimenti rischi di fissarti dei valori troppo bassi. Ci vuole un po’ di sana oggettività.

Devi fissare quell’importo che, senza troppe ansie, delimita la soglia tra la possibilità di accettare il rischio di un totale insuccesso o meno.

Facciamo un esempio: supponiamo che tu abbia deciso che la tua cifra soglia è pari a €10.000. Sotto quella cifra il tuo business non è impattato significativamente, perchè hai un tesoretto a cui attingere per tirare a campare finchè non ti rimetti in riga, oppure un giro d’affari consistente e diecimila più diecimila meno non spostano l’ago della bilancia, etc. Mi sono spiegata? Ok, ora che hai stabilito il tuo T.E., potrai prendere le decisioni tenendo a mente quello. Esempio: voglio investire in una campagna pubblicitaria. Non ho idea di come andrà perché è la prima volta, è un mercato nuovo, la crisi ha cambiato i paradigmi, la Juve non vince più, etc. etc.

Sai che puoi permetterti di sbagliare fino a 10.000 €. Oltre quella cifra metti a rischio il tuo business. Dunque potrai decidere di investire al massimo quella cifra, rischiando anche il flop totale, a cuor leggero (o quasi). 

Passiamo ora alla seconda dimensione.

La dimensione personale

Che tu sia una business owner oppure no, la dimensione personale dell'Errore Tollerabile è qualcosa che riguarda tutti da vicino, anche te.

Se ti stai buttando in un nuovo progetto, una nuova avventura o qualunque situazione che ti porti a passare da uno stato A a uno stato B, qual è l’errore che puoi concederti?

Facciamo un altro esempio.

Hai deciso di investire in una nuova relazione; ma hai una certa e vorresti limitare i danni: le storie struggenti le lasci a Brooke che dopo settecentocinquantamila puntate di Beautiful non ha ancora un ruga, è al diciassettesimo matrimonio (7 dei quali con Ridge, il padre di Ridge, il fratello di Ridge e chi lo sà, magari anche il figlio, ma ho smesso di guardarlo settecentoquarantanovemila puntate fa!) e, bella come un fiore, dove va impollina.

Dunque, se non vuoi fare come Brooke, qual è l’errore tollerabile che ti puoi concedere? Ti puoi concedere di rimanere nella relazione fino a un numero a piacere da 1 a X anni prima di capire che intenzioni abbia il tuo non-Ridge? Oppure ti puoi concedere di non sapere se lascerà sempre la tavoletta del WC aperta perchè, anche se andaste a vivere insieme, è un  (e)orrore a cui puoi resistere?

Facciamo un altro esempio. Sei una libera professionista, hai aperto da poco l’attività e vuoi preparare dei freebie per le tue clienti. Qual è la soglia fino alla quale puoi andare avanti senza rimettere tutto in discussione? Mi riferisco agli errori che ti puoi concedere senza pensare che sia tutto un fallimento. Per una perfezionista, ad esempio, un errore di battitura potrebbe essere inaccettabile; per una con il pallino della grafica, un’impaginazione mediocre potrebbe far riconsiderare tutto. Per qualcun'altra, invece, potrebbe essere fondamentale solo avere un contenuto di valore e originale, mai proposto da altri. O ancora, non avere un tono di voce adeguato all’audience a cui ci si rivolge.

Quando ci stacchiamo dai numeri, l’errore tollerabile ha a che fare con la nostra storia personale, con i nostri valori e attitudini. Ma anche con la benevolenza che abbiamo per noi stesse. E più l'errore tollerabile è basso, più l'impostore procrastinatore che c'è in te avrà spazio per crescere.

Persone inflessibili tenderanno a mettere sempre tutto in discussione qualunque cosa non risulti perfetta, fino a mollare tutto. Altre si concederanno un margine di errore maggiore, nella consapevolezza che si impara più dagli errori che dai successi.

Quello che è importante, è fissare questa soglia prima di buttarti a capicollo in qualunque avventura, prima che il panico ti attanagli, la delusione ti incupisca, la lucidità mentale sia persa e tu non riesca più a capire se l'errore che hai fatto è di quelli che non ti puoi perdonare o una seconda chance te la puoi anche dare.

Domande al Check in

In quale ambito in questo momento hai bisogno di fissare il tuo errore tollerabile?

Quali sono i parametri su cui lo devi calcolare?

Quale valore gli attribuisci?

Come farai a monitorarlo?

Cosa accade se lo superi?

In quali condizioni potresti non dover applicare il T.E.?


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Executive Coach a Milano

Sono una Executive e Team Coach con un forte background in Economia e dinamiche d'impresa.

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    Laura e' una coach attenta e super in gamba. Con lei ho intrapreso il percorso Semente. Partendo dal mio NAP - Neuro Agility Profile- ho esplorato delle aree di me che ancora non avevo avuto il coraggio di affrontare o che per qualche motivo davo per scontate. Ho
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    La cosa per me più gratificante e che ne vedo i benefici sia nell'ambito professionale, dove mi trovo ad affrontare alcune situazioni in maniera più' consapevole, ma soprattutto in
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    Laura mi ha permesso di comprendere, passo dopo passo, facendomi ragionare e accompagnandomi nei miei ragionamenti e nelle mie percezioni ciò che mi portava disagio e che mi faceva “nascondere” perché non riuscivo ad affrontare la situazione di petto la disponibilità, il sorriso, la sua dolcezza e il suo modo di dire le cose con fermezza ma anche con leggerezza e soprattutto con il sorriso.

    Sempre lì pronta a comprendere e a indirizzarti nella strada giusta! Assolutamente un ottimo coach.

    Ho conosciuto Laura durante un periodo difficile un po’ per tutti. Per me, la quarantena dovuta al Covid, è stato un periodo non solo difficile ma anche molto impegnativo e stancante non solo dal punto di vista fisico e lavorativo ma soprattutto dal punto di vista emotivo. Durante la giornata tipo si susseguivano emozioni completamente differenti tra
    loro... paura, ansia, tenerezza e lucidità mentale continuavano a “ballare” dentro di me nella speranza di fare sempre la scelta giusta e il più rispettosa possibile sia nei miei confronti sia verso la comunità. Ci voleva polso, fermezza ma anche tanta tenerezza, immedesimazione e concretezza nei confronti di quei clienti/pazienti che si sono rivolti a me e che da una parte desideravano sostegno e aiuto ma dall’altro si sentivano quasi non
    compresi nel momento in cui cercavamo di fargli rispettare le regole.

    In tutto questo periodo così faticoso, Laura è stata un’ottima coach che con pazienza, dedizione, disponibilità e tanti sorrisi mi è stata accanto sopportandomi e supportandomi giorno dopo giorno.
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