Diciamoci la verità, noi donne ci vantiamo da sempre di essere multitasking, ossia di saper compiere due azioni contemporaneamente: sappiamo parlare al telefono con un’amica mentre riorganizziamo la nostra scrivania, stiriamo mentre facciamo ripassare la lezione ai figli, con la destra mescoliamo il risotto mentre con la sinistra svuotiamo la lavastoviglie o magari scriviamo una mail mentre rispondiamo al telefono. Vero o no?
A ben guardare però, mentre per le prime 3 azioni si può parlare davvero di multitasking, per l’ultima no. Che ci piaccia o no, per quanto intelligenti e dotate, abbiamo pur sempre un cervello che si può concentrare su un solo pensiero per volta. Cosa vuol dire esattamente? Vuol dire che se stiamo scrivendo una mail, non possiamo in contemporanea ascoltare qualcuno che ci sta parlando… anche se siamo convinte del contrario.
Il multitasking è possibile solo quando si abbina un’azione di “pensiero” (ossia che coinvolge attivamente il nostro pensiero razionale) con una di “movimento”, dove il corpo può agire meccanicamente con un coinvolgimento cerebrale minimo.
Il resto è pura illusione...
Di cosa parlo in questo articolo:
- Multitasking vs Switchtasking
- Il prezzo che paghiamo per il multitasking
- Il peggio deve ancora arrivare
- Che fare?
- Dalla teoria alla pratica: cinque consigli utili
Multitasking vs Switchtasking
Quando pensiamo che sia possibile scrivere mentre ascoltiamo, in realtà siamo in modalità switchtasking, ossia il nostro cervello passa alternativamente da un’azione all’altra, anche molto rapidamente, ma pur sempre eseguendo una sola azione alla volta.
Cresciute in una società che chiede di essere brave mamme, mogli, lavoratrice, accuditrici di genitori, sempre e comunque, 24 h su 24, meglio se 25 h, abbiamo fatto del multitasking il nostro cavallo di battaglia, il nostro punto di forza, la montagna sulla quale ergerci per tenere sotto controllo tutto.Ci siamo lasciate sedurre dall'idea che il multitasking ci rendesse migliori (degli uomini, si, ammettiamolo), che potesse venirci in aiuto nella gestione della quotidianità a volte troppo complessa.
La verità è che avremmo dovuto resistergli come Odisseo al canto delle sirene. Farci legare all'albero della nostra nave di vita per starne lontane. Rifuggere il desiderio come un veleno mortale.E, invece, ci siamo cascate in pieno, fino a diventare dipendenti dal multitasking (proprio come i tabagisti o gli alcolizzati), ci ha dato un senso di appagamento, senza soffermarci sugli effetti negativi.
Il prezzo che paghiamo per il multitasking
È vero che con il multitasking (o meglio con lo switchtasking) alla fine della giornata abbiamo l’illusione di aver concluso più attività. Ma è pura illusione, appunto. Per fartene un'idea puoi guardare questo breve e curioso filmato della Harvard Business Review.
Ma, oltre ad essere un'illusione, la cosa peggiore è che ci costa un caro prezzo.
Uno studio pubblicato dall’American Psychological Association e condotto da alcuni scienziati cognitivi ha identificato due differenti fasi che caratterizzano il controllo dell’esecuzione di un’azione: il “goal shifting”, ossia il passaggio dall’obbiettivo di un’azione a quello dell’altra, e il “rule activation”, ossia l’attivazione delle regole che disciplinano un’attività piuttosto che un’altra. In parole più semplici, ogni volta che passiamo da un’attività ad un’altra, il nostro cervello deve riallinearsi allo scopo dell’attività e alle sue regole. Parliamo di frazioni di secondo, per lo più, vero. Ma quante frazioni di secondo allineiamo, una dopo l’altra, ogni giorno? Pensiamo a 10 minuti in cui scriviamo una mail mentre ascoltiamo il collega, o un figlio che richiede la nostra attenzione. 10 volte? 20 volte? Fossero anche 0,5 secondi ad ogni switch, in 10 minuti perdiamo almeno 10 secondi. Non poco!
Il peggio deve ancora arrivare
Abbiamo capito che il multitasking ha un costo in termini di efficienza. Ma c’è un aspetto ancora peggiore.
Come scrive Daniel J. Levitin sul Guardian, tutte le volte che il cervello passa da un’azione ad un’altra brucia glucosio ossigenato; lo stesso che brucia quando è concentrato nell’esecuzione. Questo vuol dire che oltre all’energia che consumiamo per svolgere ciascuna delle azioni che dobbiamo portare a termine, consumiamo tantissima energia nel passaggio dall’una all’altra. Ecco spiegato il motivo per cui, spesso, ci sentiamo così stanche mentalmente e fisicamente pur non avendo portato a termine granché.
Ma non è questo l’aspetto peggiore. Il multitasking innalza la produzione di cortisolo (l’ormone dello stress) e dell’adrenalina (detto anche ormone del fight-or-flight che può sovrastimolare il nostro cervello e farci perdere lucidità).
Il multitasking, o meglio lo switchtasking, crea anche un eccesso di dopamina che gratifica il cervello ad ogni switch, portandoci dunque a cercare il passaggio continuo da un’attività all’altra, in un loop senza fine, proprio come nelle dipendenze da alcool, tabacco, etc. Io lo trovo abbastanza terrificante…
Ti propongo un semplice esercizio per testare tu stessa come il multitasking sia inefficiente e produca alte dosi di stress.
[mailerlite_form form_id=1]Che fare?
La prima cosa da fare è toglierci il mantello da wonder woman. Anziché crogiolarci nell’idea di avere poteri paranormali e riuscire a far fruttare un’ora come due (a quale caro prezzo, pero?) lasciamo andare questo pensiero. Concediamoci di pensare che siamo umane e come tali abbiamo dei limiti: va bene così, non è una colpa, non è un merito. È e basta.
Uomini, lo so che state un po’ gongolando di fronte a questa ammissione ma sappiate che potrete gongolarvi liberamente solo quando sarete capaci di parlare al telefono mentre caricate la lavatrice, evitando di far diventare grigio-rosa le vostre camicie, inteso? Lasciatemi fare un po' di ironia...Prendiamo coscienza che le nostre giornate durano 24 ore esattamente come quelle degli uomini perché, si ci hanno fatto credere il contrario, innalzandoci a regine delle giornate da 25 ore, ancora meglio 27 ma, convinte di avere in mano uno scettro, non ci siamo rese conto che dallo scettro sono usciti rami spinosi, nei quali ci siamo trovare avviluppate, strette e stritolate, incapaci di uscirne più.
Dalla teoria alla pratica: cinque consigli utili
Bene, regina del multitasking, se ti ho convinta di quanto sia deleterio fare sempre due cose al prezzo di una, non devi aspettare un altro secondo prima di iniziare a mettere in pratica i consigli che trovi di seguito.
Ricordati che per instaurare una nuova abitudine ci voglio circa 66 giorni. Sembrano tanti, vero, ma non devi fare tutto in una sola volta. Passo dopo passo, ogni giorno aggiungi un’azione in più, e pensa ai benefici che ne trarrai per tutta la vita!Qui puoi leggere qualche consiglio che do su come implementare con successo una nuova abitudine.
Se non sei ancora convinta che lo switchtasking sia nocivo, prova a fare l’esercizio che ti propongo qui. Ci vorranno 5 minuti e sono sicura che rimarrai davvero sorpresa dal risultato! Io stessa sono rimasta senza parole.Ma ora veniamo a noi: leggi i 5 consigli utili per smettere di essere mutitasking, passa all’azione – perché mica basta leggere! – e fammi sapere come va.
Consiglio #1
IL MULTITASKING È UNA FREGATURA: NON MI RENDE PIÙ EFFICIENTE E NON MI FA BENE.
Non sto a scomodare più di tanto la PNL, ma lo sai anche tu che se ci ripetiamo una frase prima o poi ci convinceremo della sua verità e ci comporteremo di conseguenza.
Questo deve diventare il tuo mantra! Scrivitelo come screen saver, sul fronte della tua agenda, mandati un messaggio tutte le mattine, fatti un poster… insomma, fai in modo di guardare questo messaggio che la tua Io-amorevole manda a te stessa.
Consiglio #2
Elimina la prima fonte di switchtaskig (e su questo non c’è lotta uomo-donna, siamo tutti ugualmente dipendenti): il digitale. Da bandire, ora e subito. Se stai scrivendo un testo e ti interrompi ogni 7 secondi e mezzo per controllare Whatsapp, Facebook, Instagram, la Borsa, le notizie, le ricette di nonna Papera…. ci metterai il triplo del tempo e il risultato sarà piuttosto scarso.
Questo non è negoziabile: inizia subito e per sempre. Su tutte le altre attività che ti portano a continue interruzioni, ne parliamo al punto successivo.
Non è ho parlato specificatamente qui ma, negli ultimi anni, si è sommato alla già lunga lista delle attività che svolgiamo in switchtasking. Ci sono infinite app che puoi utilizzare a questo scopo. Una di quelle che a me piace di più è Forest: pianti un albero virtuale che potrà crescere solo se non sbloccherai il telefono per i successivi 25 minuti. Se non resisti alla tentazione, l’albero muore. Fai appello al tuo senso materno, al tuo spirito green, al tuo buon cuore e cerca di rinverdire la foresta tropicale! Perché non è tanto il tempo che passi sui social, o meglio, conta anche quello ma è decisamente peggio trascorre 1 ora totale controllando il telefono 60 volte piuttosto che dedicare una intera ora consecutiva… Provare per credere!
Consiglio #3
Fai una lista di tutte le attività che svolgi in multitasking; saranno coppie di attività. Pensa a quelle che svolgi ripetutamente durante l’arco della giornata. Sii onesta e valuta quella o quelle che ti rubano letteralmente più tempo e più energie. Scrivile proprio con carta e penna; non basta pensarle. Metterle nero su bianco ti aiuterà a pensare e a raggiungere maggiore consapevolezza. Dai un punteggio da 1 a 10 ad ogni attività in multitasking. Più alto è il punteggio, più dannosa è l’attività. Ti faccio qualche esempio.
Parlare al telefono mentre fai le faccende domestiche: 1 Guardare un video mentre qualcuno ti parla: 10 Ascoltare un podcast mentre guidi: 2 Leggere i diecimila messaggi che ti arrivano dal gruppo WA delle mamme di scuola mentre lavori: 10+Adesso che hai fatto la lista e dato i voti (mi raccomando conservala perché ti servirà per un bel po’ di tempo), ogni settimana scegli una coppia di attività, partendo da quelle con il punteggio più alto fino ad esaurire tutte quelle con un punteggio sopra il 5, e scriviti cosa puoi fare per evitare di farle contemporaneamente.
Ad esempio: per non interromperti continuamente con la lettura dei messaggi del gruppo classe, puoi decidere di silenziarlo (tanto non ci sarà mai nulla di così urgente da dover essere letto all’istante!) oppure scarica l’app Forest, o metti il telefono lontano dalla scrivania (non vale se hai Whatsapp Web, ovviamente!)
Oppure, per smettere di guardare i video mentre qualcuno di parla, imponiti di posare il telefono o di chiudere lo schermo durante le conversazioni e datti un piccolo premio ogni volta che lo fai (può bastare anche segnarti tutte le volte che lo fai; vedere la fila di spunte sul foglio che cresce costantemente darà una grande gratificazione al tuo cervello, instaurando un circolo virtuoso.
Per questo esercizio, puoi scaricare il template che ho preparato per te.
[mailerlite_form form_id=2]Consiglio 4#
Utilizza il timeular tracker. È un cubo per il monitoraggio del tempo: sulle otto facce puoi indicare le attività che svolgi più spesso e ogni volta che passi da un’attività all’altra devi girare il cubo per consentirgli di monitorare il tempo speso. Il solo fatto di dover girare il cubo ogni volta che cambi focus ti consentirà di renderti conto quanto spesso ti deconcentri.
Consiglio 5#
Respira! Tanto banale quanto efficace. Ti bastano pochi minuti al giorno, se riesci anche più volte al giorno, in cui prendi consapevolezza del tuo respiro. Se sei esperta di mindfulness non ti racconto nulla di nuovo e avrai già la tua tecnica.
Se, invece, sei neofita, puoi scaricare il file con la guida all’esercizio di respirazione qui sotto.
Ricorda che la costanza è tutto!
Se vuoi leggere un libro sull’argomento e approfondire l’inutilità del multitasking, ti consiglio questo testo.
